POSTED BY Berto | Dic, 17, 2019 |

Oggi più che mai c’è un interesse globale per l’impatto dei rifiuti di plastica nei mari e nei corsi d’acqua sugli habitat naturali e sulla fauna selvatica. 

L’EFSA ha compiuto un primo passo verso una futura valutazione dei potenziali rischi per i consumatori derivanti da microplastiche e nanoplastiche negli alimenti, in particolare i frutti di mare.

L’EFSA definisce le microplastiche di dimensioni comprese tra 0,1 e 5000 micrometri (µm) o 5 millimetri per dare un’idea. Le nanoplastiche misurano da 0,001 a 0,1 µm (ovvero da 1 a 100 nanometri). 

L’uso sempre crescente al mondo di materie plastiche ha creato vaste aree di rifiuti di plastica galleggianti negli oceani, la cosiddetta zuppa di plastica. Sono state osservate aree grandi come la Francia. 

Questi detriti di plastica fluttuanti si stanno gradualmente frammentando in particelle più piccole che alla fine diventano microplastiche e persino nanoplastiche. Ci sono anche pellet, scaglie, sferoidi e perline progettati per queste dimensioni.

Obiettivo dell’Autorità Europea sarà quello di analizzare il potere tossico delle particelle, di valutare e quantificare la loro presenza nei mari, nonchè la loro eventuale assunzione da parte della fauna circostante, al fine di stabilire un quadro mirato alla sicurezza alimentare globale.

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